Migrazioni & Piani Marshall

Sicurezza e convivenza. Piani Marshall. Immigrazione a punti.

Tacciati di idealismo e utopia, i radicali negli anni ’80 del secolo scorso avevano visto giusto proponendo interventi straordinari per lo sviluppo del Sud del mondo, anche in nome della sicurezza e del benessere del mondo sviluppato.
Il grande nodo di questa nostra epoca non si risolve né con l’illusione di muri e fili spinati, né con un’ altrettanto illusoria accoglienza senza regole. Il primo pilastro di un’azione efficace, in grado di governare e contrastare le Migrazioni, consisterà dunque:
1 – nella promozione di una politica di Piani Marshall e di intervento straordinario per lo sviluppo economico nel mondo sottosviluppato, da concertare in primo luogo con i partner europei e gli Usa. Tale orientamento deve divenire una priorità della politica estera dell’Italia e dei suoi alleati.
2 – nella creazione di corridoi umanitari, in grado di muovere dai paesi di origine dei flussi migratori e lungo le rotte mediterranee, finalizzati al salvataggio di vite umane in condizione di imminente pericolo.
Allungato nel cuore di un Mediterraneo epicentro del dolore, il nostro Paese ha indicatori economici precisi che scindono due temi: l’immigrazione di qualità è un’esigenza del sistema Italia, l’aiuto umanitario è un suo dovere.
Quanto al primo aspetto l’esigenza è quella di un sistema di immigrazione a punti per una corretta integrazione di un flusso controllato e finalizzato all’obiettivo di favorire l’inserimento di profili professionali formati all’estero. Occorre dunque un piano d’azione con l’obiettivo di:
Stabilire un numero massimo di rifugiati ed immigrati da poter accogliere su base annuale.
Finalizzare gli accordi di cooperazione con i paesi in difficoltà per regolare e coordinare un flusso migratorio controllato verso l’Italia. I profili adeguati saranno individuati tramite un sistema valutativo a punti, strutturato sui seguenti parametri: titolo di studio, età, esperienze di lavoro, profilo personale, componenti del nucleo familiare interessato, lettere di referenze lavorative e/o universitarie. La conoscenza della lingua italiana ed inglese, della costituzione italiana, nonché i matching tra i profili individuati e le specifiche figure lavorative ricercate dalle aziende italiane o dal servizio civile italiano saranno altresì oggetto di valutazione.
L’intero processo sarà gestito da una “Agenzia dello Sviluppo e Cooperazione”, alle dirette dipendenze della Presidenza del Consiglio e del Ministero degli Interni, in collaborazione con Il M.I.S.E. e il M.I.U.R. per stabilire e costituire il sistema valutativo a punti, in base alle esigenze del mercato lavorativo italiano.
Quanto alle esigenza di sicurezza e convivenza determinate dalle Migrazioni, è indispensabile affermare regole precise volte a favorire l’integrazione nel rispetto indiscutibile dei principi tutelati dalla Repubblica. E’, questa, un’esigenza dettata in primo luogo dalla necessaria chiarezza sul tema del rapporto tra migrazione e terrorismo di matrice islamista. Per fronteggiare questo fenomeno e sviluppare programmi di integrazione volta alla convivenza pacifica e alla de-radicalizzazione è necessario anche l’aiuto delle comunità musulmane: tuttavia, le comunità musulmane in Italia sono divise sotto il profilo etnico, linguistico e religioso. La conseguenza è che nessuna organizzazione può avanzare una legittima pretesa di rappresentare nulla più che una piccola parte di una comunità musulmana locale.

Le azioni da intraprendere saranno allora le seguenti:
Richiesta di impegno a ogni comunità a riconoscere i valori di libertà, dello Stato laico e di accettazione della Costituzione e delle leggi italiane.
Costituzione di tavoli di confronto con i rappresentanti di tutte le comunità religiose e no presenti in Italia per affrontare operativamente i temi sociali alla base del modello di convivenza civile (formazione, donne, giovani, scuola).
Censimento dei luoghi di culto con l’obiettivo del riconoscimento dei luoghi che operano nella legalità e nella sicurezza.
Censimento dell’effettiva rappresentatività e volontà di ogni comunità di rispettare i principi di democrazia e stato di diritto.
Controllo e tracciabilità dei finanziamenti dall’estero destinati a associazioni per costruire i luoghi di culto.

DOCUMENTO 1: Fondazione LEONE MORESSA: IL VALORE DELL’IMMIGRAZIONE

DOCUMENTO 2:immigrazione Italia, intervento Layla Lusuf: Il caso italiano: fotografia attuale e punti critici