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I DOCUMENTI APPROVATI DALLA CONVENZIONE DELLA MARIANNA a BOLOGNA (25 Febbraio 2017)

Documento finale approvato all’unanimità (Bologna – 25 Febbraio 2017)
Noi pensiamo che l’ingegno, la libertà di cultura e di insegnamento, la passione e la ricerca stiano fornendo al nostro mondo tutti gli strumenti per svilupparsi e creare benessere, per comunicare, per trasferire conoscenze, per erigere ponti di dialogo, di tecnologia, di saperi, di volontà e umanità, per rendere di nuovo floride le nostre società e per riscattare l’umanità dalla miseria, dalla fame, dagli esodi della disperazione.
Se non lo si fa, se non lo si realizza, non è perché ciò è impossibile: è perché non vi sono ancora la maturità e la volontà politica di farlo.
La Marianna vuole contribuire, per quanto saprà e potrà fare, ad aumentare la consapevolezza della classe dirigente del proprio ruolo in un mondo e una società in cambiamento, a ritmi rapidi come mai prima . Per far ciò si pone essa stessa come ponte per collegare le professioni con i policy makers, proponendo soluzioni concordate e strumenti per consentire che anche il nostro paese e i suoi abitanti possano partecipare da protagonisti (e non da vittime) alle rivoluzioni in corso. Troppo spesso negli ultimi anni coloro che sono stati alla guida di amministrazioni pubbliche ai più diversi livelli hanno assunto più il ruolo di meri esecutori di volontà esterne al contesto democratico dove le decisioni devono essere prese che di rappresentanti della volontà e degli interessi dei cittadini. È giunto il momento della responsabilità, ma non vi può essere responsabilità senza consapevolezza del proprio ruolo nel mondo.

 

Le Frecce, protagoniste di questa Convenzione, sono il primo passo, necessario, per rimettere la politica al posto che le compete, quello di decisore responsabile, capace di governare il futuro. Governare non è amministrare l’esistente con gli strumenti del passato, ma essere capaci di immaginare il futuro, aggiornando gli strumenti a disposizione. Lo scarto tra il futuro che viviamo già nelle tecnologie che ci circondano e che guidano la nostra vita e il presente della politica e delle istituzioni, è lì a dimostrare quanto lavoro ci sia ancora da fare e quanto sia urgente farlo.

 

La modernità è carica di promesse, scoperte, innovazioni potenzialmente capaci di assicurare durata e qualità della vita come mai l’umanità ha forse conosciuto. I suoi nemici sono più feroci e agguerriti che mai, votati a una crociata nella quale mettono in conto anche la morte (altrui e propria) pur di assicurarsi la fine della libertà altrui, così forti da contagiare i regressisti, i costruttori di muri e gli assolutisti di ogni latitudine. Ecco, questi nemici sono i nostri nemici e il nostro lavoro dovrà servire anche a smascherarne le menzogne, propalate a profusione grazie anche ai fallimenti dei responsabili delle folli politiche degli ultimi decenni.
La politica può e deve invece spingere al centro del proprio dibattito, nel cuore dei palazzi dove si fanno le leggi, la grande mappa dei saperi, delle innovazioni, delle scoperte, delle nuove economie che possano aiutare a costruire ponti e a prospettare benessere, economia, pace. Facendo molta attenzione a questa parola: perché la pace non è una buona bandiera per le anime belle, la pace o è una politica oppure non è. Anzi, la pace è solo quella politica attraverso la quale gli uomini possono fruire della vita, in un itinerario che muove dalla sopravvivenza e approda alla libertà.

 

È questa politica, è questa pace che chi crede nella religione della libertà deve saper offrire, e contrapporre, ai regressisti che incombono intorno a noi. Forse sarà questa la sua sfida, la nuova sfida di chi crede che libertà, fratellanza ed eguaglianza siano – ancora, anzi a maggior ragione oggi – le sole, autentiche, rivoluzioni compiute nella storia.
Documento organizzativo approvato all’unanimità (Bologna – 25 Febbraio 2017)

 

La Convenzione saluta e ringrazia quanti , in poco più di un semestre, hanno permesso l’evento odierno con un apporto straordinario di qualità di analisi e di proposta, tali da dotare la Marianna di obiettivi adeguati ai nostri tempi. E’ proprio questo apporto di pensiero e di personalità, di contenuti e simboli, capace di spaziare con proprietà dai grandi temi della Giustizia Penale e Civile a quelli dell’Economia, del Lavoro e del Fisco, dai nodi di un’Unione Europea da rifondare e una Repubblica più che mai bisognosa di nuove istituzioni a quelli delle Migrazioni, della convivenza con l’Islam, della Laicità , a imporre oggi alla Marianna la scelta di non interrompere il proprio processo di aggregazione e di crescita bensì di ampliarlo, svilupparlo, per costruire una solida casa della politica , attrezzata alle sfide dell’oggi. Gli obiettivi non bastano: ora occorrono le energie, le risorse, gli strumenti.

 

La Piattaforma elettronica creata per raggiungere una grande partecipazione e un collegamento quotidiano fra gli aderenti, lo Statuto e le regole condivise, il Modello organizzativo, i Circoli della Marianna hanno appena iniziato a muovere i primi passi e sono tutti da concepire. Occorrono tempo, intelligenza, sperimentazione per approdare al risultato finale, e nulla sarebbe più sbagliato in questa fase del compiere scelte affrettate. Tenuta a battesimo a Bologna, la Convenzione della Marianna non è dunque un approdo bensì il punto di partenza verso il movimento dei “Cittadini con la Marianna”, che avrà forma giuridica, statutaria, politica, organizzativa altra da quella sin qui sperimentata. La Convenzione pertanto
-invita i cittadini a sostenere con l’iscrizione il percorso già intrapreso
-auspica la formazione di Circoli della Marianna per perseguire gli obiettivi comuni e/o specifici obiettivi tematici
-individua in almeno 12 mesi il periodo di tempo indispensabile al fine di pervenire alla convocazione di una Convenzione di fondazione di “Cittadini con la Marianna”, da svolgersi comunque entro l’anno 2018
-affida il seguente mandato a due organi preposti ad assolverlo:
PRESIDENZA DELLA MARIANNA (coordinata da un Segretario) con il compito di
-Svolgere le funzioni esecutive e di rappresentanza (iniziativa, organizzazione, finanziamento)
-Perseguire gli obiettivi politici indicati dalle “Frecce della Marianna”
-Gestire la piattaforma elettronica www.lamarianna.eu , e costituire una società responsabile della stessa, garantendone le caratteristiche originarie di strumento tanto di comunicazione giornalistica che di partecipazione politica democratica
-Elaborare , promuovere un adeguato confronto e sottoporre alla prossima Convenzione nazionale del 2018 una compiuta bozza di Statuto dei “Cittadini con la Marianna” , anche con l’ausilio di una Commissione statutaria ad hoc , eletta in concomitanza con la Presidenza
CONSIGLIO DELLA MARIANNA (coordinato da un Portavoce) con il compito di
-Esprimersi sui provvedimenti e le proposte affrontate da Enti locali, Parlamento, Governo e Commissione Europea sui temi sollevati con le Frecce della Marianna
-Arricchire di studio, riflessione, contenuti le tematiche sviluppate in questi primi mesi di vita associativa , con una particolare attenzione alle tematiche della Giustizia e dello Stato di Diritto, dell’Economia e del Lavoro, della Ricerca scientifica e dell’Innovazione.
Documento a firma Mario Zamorani approvato a maggioranza (Bologna – 25 Febbraio 2017)

 

LA BELLA SVOLTA
Gli sconvolgimenti sociali in atto nell’intero Occidente sono profondi e globali: meritano uno studio sociologico e persino antropologico. Tre esempi: prima la Brexit, poi l’elezione di Trump, poi il leader del più importante partito comunista del mondo, Xi Jinping, che a Davos si pronuncia a favore dell’economia globalizzata, contro il protezionismo voluto dal presidente Usa. La Cina, in qualche modo, si fa paladina della Società aperta, almeno sul fronte economico, in contrapposizione alla Società chiusa di Trump: un mondo completamente alla rovescia. (Il visionario Savinio affermava che l’Europa – l’idea di Europa, l’idea di Occidente e di democrazia – nasce in Grecia; poi passa un mare a arriva a Roma; poi passa un oceano e approda in America. Oggi qualcuno potrebbe dire che forse passerà un altro oceano e arriverà in Cina: certo un paradosso, ma eloquente). Ai potenti mutamenti in atto si deve rispondere con modalità adeguate.

 

La Marianna si rivolga alla parte migliore e più attrezzata, per storia e cultura, di democrazia liberale, agli eredi legittimi di Giustizia e libertà e del Partito d’azione, ai laici, ai liberali, liberaldemocratici, liberalsocialisti, socialisti, repubblicani, radicali formulando questa proposta. Ognuno sia all’altezza della situazione con il senso di responsabilità che l’urgenza dell’oggi impone, facendo un passo indietro rispetto a se stesso, sviluppando sintonie e sinergie, anche un comune percorso elettorale, fino a immaginare la nascita di un soggetto politico all’altezza delle sfide che il tempo ci obbliga a considerare.

 

Credo che in assenza di uno scatto prudente e coraggioso in questo senso, si rischi un percorso verso una sostanziale e progressiva irrilevanza di questo mondo, si potrebbe forse persino parlare di un tradimento dei propri principi, favorendo per inazione la vittoria di chi quei principi nei fatti opera per abbatterli. Il rischio è quello di tante piccole tribù, come per altro si vanno strutturando (i vegani, i tatuati, ecc.) in un contesto sociale dove si è smarrita l’identità degli individui nel fluire liquido del tempo.
Da vecchio esponente di storia radicale oggi credo che non sia più tempo di esclusive o quasi battaglie su – tanto per fare qualche esempio – cannabis o testamento biologico o eutanasia (tutte cose importanti e degnissime e per le quali ci si deve impegnare), oggi è tempo di un progetto complessivo, anche nel campo dell’economia, dell’innovazione, comunque a 360 gradi, con un’attenzione particolare alla comunicazione, un progetto che sia in sintonia con un certo e inascoltato sentire popolare diffuso e profondo e con il rilancio di istanze di libertà, democrazia e partecipazione, aspetti che il presente ci pone davanti come urgenti; anche con una forma partito innovativa. Occorre ridare dignità alla politica sia studiando le dinamiche sociali in atto, sia rispondendo ad esse con novità e più democrazia.
Oggi la distanza fra i pochi che studiano, leggono libri o approfondiscono i problemi che interessano loro e i molti che seguono il vento o l’istinto fugace e del momento, è cresciuta a dismisura. E’ compito della politica essere capace di parlare anche a quei molti. Oggi i politici tendono a dare agli elettori quello che questi chiedono in forma confusa e indistinta, è invece compito della politica guidare e dare un indirizzo alla società, dopo averla ascoltata. Anche con modalità comunicative innovative e comprensibili per tutti (a prescindere dai contenuti, Trump e Grillo lo fanno).

 

Oggi vive un magma di risentimento e rancore che tiene assieme cose assai diverse tra loro, che ha creato partiti e imprese politiche ad altissimo tasso di demagogia e populismo e a bassissimo tasso di democrazia interna. E vivono partiti di grande storia e cultura con un presente non all’altezza del proprio compito nel tempo presente.
Oggi la fiducia dei cittadini nei partiti e nel Parlamento è a livelli irrisori e secondo alcuni studi in Europa la stessa fiducia nella democrazia è bassa e comunque inferiore per intensità al desiderio di sicurezza (quanto meno come percepita).
La Marianna, proprio in quanto soggetto nuovo e aperto, si impegni in questa direzione per invertire questa degenerazione politica che a monte vede una involuzione sociale, a partire da una comune battaglia contro le disuguaglianze.
Penso sia alle disuguaglianze sociali ed economiche in atto e crescenti, che tanto e anche giustamente fanno infuriare masse di persone comuni, con ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più numerosi e poveri, sia alle diseguaglianze esistenti fra i cittadini che si associano in partiti politici. Pure si possono individuare molte altre disuguaglianze (generazionali, chi ha amici nel potere e chi no, Nord/Sud, chi accede a una buona educazione scolastica e chi no, cittadini comuni oppure potenti rispetto alle banche, privilegiati della casta e cittadini comuni, ecc.): il concetto di disuguaglianza è facilmente comprensibile da tutti e se non affrontato con risposte chiare tende ad alimentare proteste rabbiose.
Disuguaglianze sociali ed economiche: il recente rapporto Oxfam afferma che in Italia nel 2016 la ricchezza dell’1% più ricco degli italiani (in possesso oggi del 25% di ricchezza nazionale netta) è oltre 30 volte la ricchezza del 30% più povero dei nostri connazionali. Per quanto riguarda il reddito tra il 1988 e il 2011, il 10% più ricco della popolazione ha accumulato un incremento di reddito superiore a quello della metà più povera degli italiani. La struttura sociale dell’Italia del secondo dopoguerra vede, fino alla fine degli anni ’60, una positiva evoluzione ugualitaria e di inclusione sociale; il processo rallenta fino a esaurirsi nel corso anni Ottanta. Inizia poi un’involuzione che mette oggi in forse l’integrità del sistema.

 

Dati ISTAT 2014: “I redditi familiari hanno avuto negli ultimi anni una dinamica molto differenziata tra le diverse categorie sociali. Rispetto a dodici anni fa, i redditi familiari annui degli operai sono diminuiti, in termini reali, del 17,9%, quelli degli impiegati del 12%, quelli degli imprenditori del 3,7%, mentre i redditi dei dirigenti sono aumentati dell’1,5%”. Dati ISTAT 2016: “Dal 2009 al 2014 il reddito in termini reali cala più per le famiglie appartenenti al 20% più povero, ampliando la distanza dalle famiglie più ricche il cui reddito passa da 4,6 a 4,9 volte quello delle più povere”.
Dal rapporto Demos 2016: “Esiste un periodo pre-crisi e un periodo post-crisi e in questo lasso di tempo, che dura all’incirca una decina di anni, la percezione di se stessi degli italiani risulta drasticamente cambiata. Nel periodo pre-crisi, infatti, molti nostri connazionali sentivano di appartenere alla classe media. Moltissime persone che si sentono in bilico e in precario equilibrio sulla soglia della povertà, e pochissimi contendenti che aspirano al titolo finale, lottando nella classe alta”. Oggi è in atto una progressiva disgregazione della classe media, quella su cui si sono sempre retti gli stati occidentali, e che ha garantito lo sviluppo delle idee e delle economie.

 

Disuguaglianze dei cittadini dentro ai partiti: l’articolo 49 della Costituzione afferma: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”, ponendo l’accento appunto sui cittadini, non sui partiti, e imponendo il “metodo democratico”. Oggi in vari partiti in modo importante i diritti dei cittadini sono schiacciati dall’assenza di elementi minimali di democrazia interna; anche su questo si deve intervenire con rigore e senza tentennamenti garantendo uguaglianza e livelli accettabili di democrazia interna: credo che non esista altro modo democratico ed efficace per neutralizzare le spinte demagogiche e populiste in atto; tanto meno può essere utile, come alcuni fanno, cercare di rincorrere i populismi: l’originale è sempre preferibile rispetto a qualunque copia. Esistono partiti che praticano regole che si scontrano con l’impianto normativo di una democrazia liberale, con il Codice civile e con i principi della Costituzione. Gli stessi condomini hanno regole democratiche e comunque il rimando al Codice civile; possiamo accettare partiti o liste che si candidano a governare città o la nazione in assenza di solide regole democratiche, ovvero garanzie contro le disuguaglianze dei cittadini?
E ancora propongo, assieme, di promuovere una complementare campagna politica contro l’espressione cui inevitabilmente ricorrono partiti demagogici e populisti, cioè l’urlo e l’invettiva, la parolaccia e la cattiva educazione (il primo partito italiano è nato da un “Vaffa day), l’uso giacobino e violento del Web, le fake news scientificamente costruite e organizzate, l’individuazione e la creazione del nemico in politica. Nella società della comunicazione noi siamo tutti responsabili della qualità delle parole che usiamo, e la democrazia vive solo se ci sono cittadini consapevoli di questo e dell’importanza del rispetto dell’altro e della verità, altrimenti prevalgono la prepotenza e la violenza.

 

Nessun nemico in politica potrebbe essere lo slogan giusto. Ormai molti non ne possono più (giustamente) delle risse, delle parolacce, della maleducazione, degli slogan urlati, della sovrapposizione di più voci, in buona sostanza della politica attuata con l’individuazione o la creazione di un nemico. Ci si deve rivolgere anche ai giornalisti chiedendo per la politica la possibilità di esporre idee e progetti con qualche approfondimento, e non il solo limitarsi a slogan o interventi brevissimi. In quanto esponente politico non ho e non voglio avere nemici, solo avversari, in ogni caso da rispettare, e con i quali anche ingaggiare asperrimi conflitti almeno su questioni fondanti, nel continuo tentativo di convincerli della bontà delle mie idee.

 

Credo esista una maggioranza, o almeno una grande minoranza, silente, che condivide questo progetto (e a cui nessuno si rivolge, quindi c’è un ampio spazio di intervento) e che potrebbe farlo suo se verrà offerto in modo importante. Credo anche che i tempi siano maturi per una iniziativa come questa, per innescare una decisa inversione di tendenza. (1)
Operativamente propongo quindi di invitare per far sedere attorno a un tavolo tu

 

tti i laici, liberali, socialisti, radicali ecc. per promuovere assieme un progetto comune politico a 360 gradi, sviluppando sintonie e sinergie operative, anche un comune percorso elettorale, fino a immaginare la nascita di un nuovo soggetto politico, avendo sullo sfondo la consapevolezza che le sfide epocali in atto costringono tutti questi soggetti ad una operazione di responsabilità che imponga il superamento di steccati e appartenenze che ricordano più il mondo passato che quello che incalza. A partire dal superamento delle disuguaglianze come sopra accennato. E a partire dal superamento del concetto del “nemico in politica” con il conseguente abbattimento dell’invettiva e della maleducazione in politica: su questo punto ritengo che una inversione di rotta sia già matura e davvero auspicata per moltissimi cittadini.

 

Congiuntamente alla Marianna propongo di lanciare subito dopo la Convenzione una campagna sul Web, con le opportune modalità comunicative e con un linguaggio semplice per invitare tutti ad aderire a questo progetto ambizioso chiedendo una firma telematica e un “ci sto” (appello a laici, liberali ecc. + l’Italia oggi + disuguaglianze sociali ed economiche + disuguaglianze dei cittadini dentro ai partiti + nessun nemico in politica + basta invettive e maleducazione + collaborazione nella campagna sul Web) anche stimolando in ognuno l’orgoglio di far parte di tale novità assoluta e senza precedenti: qualcosa come “grazie a voi potremo farlo”. La campagna Web è una operazione complessa e che richiederà uno sforzo organizzativo importante, ma lo sforzo organizzativo, molto tecnico, deve essere adeguato all’ambizione del progetto. La campagna Web è anche volta a favorire l’incontro con tutti i laici, liberali, socialisti, radicali ecc. Credo che potremmo avere un successo imprevisto: nei social e dintorni non ci sono solo webeti.

 

NOTA (1) Zuckerberg, di facebook, lascia intendere che potrebbe candidarsi contro Trump. Lui è persona calma e riflessiva, moderata. Ognuno può pensarla come vuole su Zuckerberg, ma è innegabile che sia conoscitore come pochi delle tendenze in atto oggi, e nel futuro. Subito dopo le elezioni Usa ha sostenuto che no, facebook con le fake news e le violenze verbali che riportava, e simili, non aveva nulla a che vedere con il risultato elettorale. Poi ha deciso di affidare a un gruppo esterno l’intervento su facebook per intervenire sulle fake news e sulle violenze su facebook. Ora lascia intendere che potrebbe scendere in politica, naturalmente con i suoi modi garbati. E anche con i suoi progetti sull’innovazione e la modernizzazione, anche per correggere quello che non va nella globalizzazione, contro il nazionalismo di Trump: in altre parole Società aperta contro Società chiusa, e modalità nuove, pacate, di offerta politica.

 

DOCUMENTI
VIDEO – Lo stato di rovescio
Intervento di Umberto Rapetto
Intervento di Ugo Cacciatore
Intervento di Myriam Ismail
Intervento di Mario Baldassarri
Intervento di Giuliano Cazzola
Intervento di Giovanni Passariello
Intervento di Filippo Penati
Convenzione della Marianna – Intervento di Basilio Milio