Il condono del popolo

“I cittadini di Ischia sono stati trattati come terremotati di serie C. Se serve faremo anche un decreto per Ischia, per accelerare tutte le procedure che attiverà il prefetto alla ricostruzione. I terremotati del Sud hanno gli stessi diritti degli altri terremotati d’Italia”. Così aveva detto il vicepresidente del Consiglio Di Maio il 21 agosto a Ischia, colpita dal terremoto del 21 agosto 2017, aggiungendo che tutto sarebbe stato fatto con “buon senso, cioè senza aderire alle ideologie del facciamo tutto da un’altra parte o del facciamo tutto così com’è. Buon senso significa che se una cosa si può fare la facciamo, se non si può fare ne prendiamo atto ma non dobbiamo punire nessun cittadino. Non dobbiamo mettere in condizione nessun cittadino di dover rinunciare a qualcosa. Vi prometto che avrete un governo amico, dalla vostra parte, che vi vorrà bene. Vi vogliamo bene e vi dimostreremo con i fatti che ve ne abbiamo voluto e  ve ne vorremo sempre”.

E alla fine il decreto “Vulisse bene” è arrivato, all’interno di quello per Genova, quello “fatto col cuore”, dove ben 20 articoli sono dedicati a Ischia, quasi il doppio che a Genova. E lì, all’articolo 25, Legambiente ha trovato la perla. Infatti, si prevede che per gli immobili distrutti o danneggiati dal sisma del 2017 vengano conclusi i procedimenti di condono ancora pendenti facendo riferimento alle disposizioni del primo condono edilizio fatto in Italia, ossia alla legge 47/1985. Ciò significa che non valgono le norme in materia di tutela paesaggistica e idrogeologica introdotte successivamente e che si azzerano tutte le prescrizioni limitative introdotte con i due successivi condoni approvati dai governi Berlusconi nel 1994 e 2003.

Ma non basta. Questi edifici, che per le norme vigenti sarebbero abusivi, non solo verranno sanati ma avranno il completo rimborso dallo Stato per la ricostruzione.

Il 22 agosto 2017, subito dopo il terremoto a Ischia, Di Maio aveva scritto su Twitter: “Forza Italia e Pd sono la causa di tutti gli abusi e sanatorie in Italia. Oggi dovrebbero star zitti e piangere i morti, non sciacallare”. Ma adesso è arrivato il governo del cambiamento, quello che, in nome del popolo, torna al condono di 33 anni fa, quando al ministero dei Lavori pubblici sedeva l’indimenticabile Franco Nicolazzi del Partito socialista democratico italiano, il Psdi, che disse: “È il primo condono, resterà l’ultimo”. Poi arrivò Giggino.