En Marche su Acquarius: la posizione dell’Italia è “vomitevole”

L’arrivo dei migranti dell’Acquarius in Spagna è previsto tra quattro giorni. Secondo Gabriel Attal, portavoce del partito di Macron, la posizione del governo italiano sui migranti “è “vomitevole” e “immonda”. Secondo il ministro della Giustizia spagnolo Dolores Delgado, “assistere la nave Aquarius significa rispettare il diritto umanitario, le convenzioni e gli accordi internazionali”: “è una questione di umanità, è una questione di generosità, ma anche e fondamentalmente, si tratta di rispettare le convenzioni e i trattati internazionali di cui tutti gli Stati fanno parte”. “La violazione di queste convenzioni e trattati internazionali potrebbe determinare responsabilità internazionali”. Un esposto contro Matteo Salvini è stato presentato in procura da Gianfranco Mascia, dei Verdi, per la vicenda della nave Aquarius. Nell’esposto si chiede alla procura di Roma di verificare “se il rifiuto di autorizzare l’attacco nei porti italiani della nave Aquarius sia in violazione della ‘Convenzione internazionale sulla ricerca e il salvataggio marittimo’ siglata ad Amburgo il 27 aprile del 1979 e ratificata dal nostro Paese con la legge 147 del 1989”. Secondo el País, il governo italiano vorrebbe stornare i soldi, che oggi Bruxelles fa finire nelle casse del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan per non riempire la Grecia di immigrati, e dirottarli sul fronte libico per contrastare gli scafisti e fermare le partenze. Antonio Tajani: “questione migrazione è strategica perché è a rischio l’intera Ue, se non si affronta e non si risolve questo problema rischiamo di vedere fallire tutto il progetto”.  Il Partito Popolare spagnolo accusa Sánchez di utilizzare l’Acquarius per farsi propaganda.

Scontro tra Angela Merkel e il ministro dell’Interno e leader della Csu bavarese Horst Seehofer, che cancella la presentazione del suo piano dell’immigrazione. La cancelliera su oppone alla sua idea di negare l’accesso a ogni richiedente asilo che lo abbia già chiesto a un altro Paese o che sia stato espulso dalla Germania.

Si dimette il sottosegretario alla Giustizia britannico Philip Lee. Accusa Theresa May di voler gestire la Brexit non dal Parlamento ma “attraverso il suo portale web”.