MIRABOLANTI STATISTI

Il pacchetto costa caro: sui 100 Miliardi.

Eh già, perchè Flat Tax, Fornero e Reddito di Cittadinanza oltre ad alcune imminenti trovate, come la nazionalizzazione di Alitalia e Ilva non sono “agratis”.

Voci dal sen fuggite parlano di un maxi condono (grande novità) e poi grazie all’aumento dei consumi, derivante dalla Flat tax al 15% e al 20%, il minor incasso del gettito fiscale sarebbe ripianato. Ma quest’ ultimo è una certezza mentre la crescita dei consumi solo una interessante probabilità.

Peccato che l’articolo 81 della Costituzione Italiana e gli accordi in vigore nell’Unione Europea non consentano di varare nuove norme senza le coperture finanziarie.

“Quello che vogliamo fare passa attraverso la rinegoziazione dei trattati europei” lo ha detto sabato sera Matteo Salvini uscendo da un incontro con il suo nuovo sodale Luigi Di Maio.
Peccato che modificare il patto di stabilità sia un’impresa impossibile.
Tali modifiche richiedono l’accordo unanime dei 27 paesi membri (per info citofonare Tsipras che nel 2015 scopri insieme al suo brillantissimo ministro dell’economia Yanis Varoufakis che l’unica alternativa per modificare quei parametri era lasciare l’euro).

Pensare anche solo per un momento di poter riuscire a ottenere l’approvazione alle modifiche da parte di 27 parlamenti dell’Unione è del tutto velleitario, ma soprattutto c’è la certezza politica che eliminare il limite del 3% di deficit rispetto al PIL e le regole del patto di stabilità incontrerebbe l’opposizione massiccia dei 19 membri dell’eurozona, oltre che da parte della BCE… E a questo punto i mercati farebbero il resto.
Quella a cui assistiamo è una colossale “ammuina” per farci poi digerire un concetto chiave: È l’Europa a impedirci di realizzare il paradiso in terra. Noi ce l’abbiamo messa tutta.

Aspettaci Grecia …Stiamo arrivando!

(Giulio Galetti)